La Pelle della Bellezza

La Pelle della Bellezza

Viaggio attraverso la fotografia dell’essere

Un Film di Piero Sabatino
Roberto Strano, Piero Sabatino, Ferdinando Scianna
Questo bellissimo documentario “La pelle della bellezza – Viaggio attraverso la fotografia dell’essere” va oltre il linguaggio proprio del documentario assumendo aspetti riflessivi sorprendenti.
Verrà proiettato in prima visione assoluta domenica 17 marzo presso lo Spazio Tadini – Casa Museo di Milano, proiezione che verrà seguita, il 10 aprile al Politeama di Caltagirone.
Ritengo che la cosa migliore per presentarlo sia di inserire vari commenti, compresi quelli dell’autore, preceduti da “pezzi” della presentazione del progetto che sulla pagina di Mimesi viene descritto come:
Una ricerca orientata a scoprire ciò che ci spinge a raccontare per immagini
Un’analisi di ciò che è profondamente impressa in un’immagine
La fotografia come strumento per esprimere la nostra essenza”
“Per questo un immagine non è soltanto di chi la raccoglie, ma anche di chi si offre con tutta la sua bellezza, qualunque sia il soggetto”.
“[…] amo concentrarmi nel linguaggio audiovisivo piuttosto che in quello verbale […] E’ su questo piano che si realizzano i più profondi desideri e sono proprio queste componenti che mi hanno permesso di intraprendere questo viaggio. […]
Questo lavoro, come ogni lavoro che nasce da una spinta interiore, non ha mai avuto un committente ed esattamente come mi raccontò Scianna al nostro primo incontro, fu il frutto di una scelta ben precisa, cioè quella di iniziare ad essere il committente di me stesso. […]
Le domande nate e poste all’interno di questo documentario, sono spinte da un bisogno esistenziale, lo stesso che probabilmente muove ognuno di questi fotografi. […]
Non c’è niente di meglio di una fotografia per cogliere l’essenza di una persona. Quante possibilità abbiamo quindi di comprendere l’altro se abbiamo la capacità di ascoltare? Tante, tantissime e comprendi anche che più guardi dentro questa essenza e più ti fondi con l’altro.
Siamo infinitamente diversi ma anche profondamente uniti e quando incontri qualcuno che come te percorre lo stesso sentiero, percepisci il bisogno di colmare il vuoto ancestrale. […]
Questo non è il film sui grandi fotografi, come ama pensare qualcuno che vuole a tutti i costi identificarsi tra questi nomi. Ci sono si grandi fotografi, ma questi grandi fotografi sono prima di tutti grandi uomini, quelli che non amano celebrare se stessi, ma che hanno scelto la fotografia come strumento per entrare in contatto con se stessi.
Come individuò immediatamente Pippo Pappalardo ad una prima visione di questo lavoro, “La pelle della bellezza” è essenzialmente una dichiarazione d’amore alla fotografia ed è quindi lei la protagonista assoluta di questo viaggio.”
Piero Sabatino

“[…] Nel presente lavoro, l’Autore, invece, individua la necessità di chiedere alla medesima storia della vicenda fotografica le ragioni della sua sopravvivenza. Lo fa, chiamando attorno a sé “i compagni di avventura e di poesia” di sempre […] Per andare oltre l’immagine o, più semplicemente, per penetrarla e attraversarla”.
Pippo Pappalardo
Pippo Pappalardo
“Personalmente, rielaborando un commento che scrissi a caldo per la presentazione, devo rimarcare la sensazione di inadeguatezza nello scrivere una sorta di recensione su questo film.
Dare un parere organico ad un film vero, che parte per e realizza ambizioni così alte, è un’impresa faticosa perché quando un film scava dentro, ti rende fruibile qualcosa che senti, hai sentito, ma non hai compreso fino in fondo, hai bisogno di tempo per rielaborare.
Avete presente la sensazione di quando stai inquadrando per catturare un’immagine? La descrive benissimo, lo fa davvero credetemi, resti piacevolmente destabilizzato, ti senti anche meno solo, mi sono addirittura sorpreso a sorridere.
So che Piero alle volte parla del suo film come di qualcosa simile ad un “prodotto”, sminuendolo quasi, la verità è che quando ci si mette d’impegno a fare qualcosa dentro ci si mette se stessi. Dimentica di applicare al suo stesso film quello che il suo film racconta della fotografia, in questo film si vede chi è l’autore, si vede quanto vale.
Ho definito il percorso che vedrete, spero presto, bizzarro. È strano perché gli artisti, i fotografi, che alle volte sono artisti loro pure, gli intellettuali che popolano questa esplorazione della creatività forniscono varie analisi, tutte valide, tutte taglienti, ma che, per fortuna, non risolvono il mistero.
Ritrovarsi nuovi di fronte alla scena che inquadriamo.
Ritrovarsi nuovi noi stessi dentro la scena che inquadriamo.
Questo è quello che ho provato la prima volta che lo ho visto.
Non è sempre così, non trovi sempre una simile pulizia di intenti e di risultati.”
Mario Biglietto – Frameitalia
Giuseppe Pravato
Con: Ferdinando Scianna (Fotografo – Scrittore) Pippo Pappalardo (Critico fotografico – Storico della fotografia) Gianfranco Damico (Sociologo – Scrittore) Giuseppe Leone (Fotografo) Roberto Strano (Fotografo) Giuseppe Pravato (Scultore) Denis Curti (Direttore del mensile “Il fotografo”) Floriana Di Giorgio (Psicologa – Psicoterapeuta – Esperta nell’uso della fotografia in ambito clinico) Aldo Palazzolo (Fotografo) Franco Ferro (Fotografo – Gallerista) Emilio Messina (Fotografo) Tano D’Amico (Fotografo) Franca Centaro (Fotografa) Maurizio Parisi (Stampatore chimico bianco e nero) Maurizio Malfa Martena (Stampatore digitale) Pietro Zerbetto (Esperto in discipline e tecniche di: consapevolezza corporea “psicoterapia organismica”) Natascia Nanni (Counsellor olistico) Maria Consoli (Pittrice)
Aldo Palazzolo
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