“Andrè De Dienes e Norma Jean Baker” a cura del prof. Mario Restagno

Iniziamo da una modella, da quella che universalmente viene ritenuta icona fotografica per eccellenza.

La vicenda di Norma Jean Baker, in arte Marilyn Monroe, la prima vittima riconosciuta dello star-system, svela il meccanismo innescato dalla nuova arte: noi riconosciamo subito il suo volto, ma raramente sappiamo dire chi è l’artista che l’ha immortalata. Il processo che si è avviato all’inizio del 900 giunge a completamento negli anni ‘50 con Marilyn Monroe: abbiamo la prima icona mondiale creata dalla fotografia e scopriamo la potenza di questo mezzo di espressione. Per l’attore si apre una nuova stagione: il suo mestiere guadagna rapidamente “un valore sociale” che mai aveva avuto prima. Saper posare ed essere fotogenici può risolvere il problema della sopravvivenza poiché offre sbocchi professionali facili e rapidi: senza studio e senza fatica si diventa ricchi e famosi. Questo è il lato socio-economico che non necessariamente si accompagna con l’Arte, ma c’è, e la storia di Marilyn Monroe lo rende emblematico.

Nel 1941 Norma Jeane torna a vivere con la madre e conosce il figlio di un vicino, James Dougherty, con il quale comincia una relazione. La madre vede nel matrimonio una soluzione per sistemare la ragazza e combina le nozze che si tengono il 19 giugno 1942. Norma, all’epoca sedicenne, abbandona gli studi per dedicarsi alla vita coniugale, divenendo di fatto una casalinga a tutti gli effetti. Nel 1944 il marito decide di arruolarsi nella marina mercantile e parte per il Pacifico. Nello stesso anno Norma trasloca a Los Angeles, coabitando con la suocera e lavorando come operaia alla Radio Plane. Il 26 giugno 1945 David Conover si presenta allo stabilimento per fotografare “ragazze che tenessero su il morale delle truppe al fronte”. Il fotografo nota Norma e la esorta a intraprendere la carriera di modella: per quelle immagini pubblicata sulla rivista Yank venne eletta “Miss lanciafiamme”. Norma ascolta il consiglio di Conover e comincia a presentarsi alle agenzie. Non è chiaro come arrivi alla Blue Book Modeling Agency di Emmeline Snively: alcuni sostengono che sia stato David Conover ad indirizzarla, altri invece narrano che sia stato Potter Huelt, amico di David Conover. Potter Hueth e Bob Farr hanno lavorato con Marilyn all’inizio della sua carriera di modella in questi anni 1945-1946. È molto difficile sapere quale dei due fotografi abbia scattato una foto particolare. Alcune foto di questo periodo sono state scattate dal duo Farr-Hueth altre foto sono attribuite a Hueth Potter da solo. Di loro non abbiamo molte notizie.

2.1 L’incontro con Andrè De Dienes

Andrè de Dienes è uno dei primi e forse più famosi fotografi di Marilyn. É nato in Transilvania nel 1913. In seguito alla morte della madre lascia il paese a soli quindici anni e si arrangia come può per sopravvivere. Nella sua peregrinazione arriva in Tunisia dove impara a dipingere e acquista la sua prima macchina fotografica. Nel 1933 è a Parigi per studiare arte: qui acquista una Rolleiflex e viene totalmente affascinato dalla fotografia. Lavora per il quotidiano comunista La Humanité e The Associated Press fino al 1936, quando riesce ad entrare nel mondo della moda. Il direttore Esquire gli propone di lavorare per la rivista a New York. Fino al 1944 si dedica alla moda, poi abbandona questo mondo per la California, dove si stabilisce per lavorare sui due temi per i quali si sentiva più attratto: nudi e paesaggi. Oltre a Marilyn Monroe, de Dienes ha anche fotografato Elizabeth Taylor, Marlon Brando, Henry Fonda, Shirley Temple, Ingrid Bergman, Ronald Reagan, Jane Russell, Anita Ekberg e Fred Astaire. É morto di cancro nel 1985.

Nel novembre del 1945 Andrè de Dienes sta cercando una ragazza per un pro-getto: gli viene suggerita Norma Jeane che è una principiante, ma lui rimane folgorato dalla sua bellezza. Per lei quello fu un incontro davvero fortunato, perché de Dienes era un professionista bravo e famoso che poteva introdurla nelle agenzie importanti e la pagava 200 dollari ad ogni servizio fotografico. In questa fase della sua vita De Die-nes aveva abbandonato la fotografia di moda che l’aveva reso celebre ed è interessato alla bellezza della natura incontaminata che si può trovare sia nei paesaggi sia nella nudità di un corpo umano. Ecco alcuni esempi.

Nelle sue memorie, de Dienes ricorda la prima volta ha incontrato Norma Jeane in modo vivo e con molto affetto ed entusiasmo.

“Quando Norma Jeane è arrivata al mio bungalow nel pomeriggio è stato come un miracolo!  Norma Jeane sembrava un angelo. Non riuscivo a crederci. Un angelo sceso in terra! Inviato per me! L’impatto che  Norma Jeane ha avuto su di me è stato tremendo. Come passavano i minuti, più mi in-namoravo di Norma Jeane. Ci fu un’intesa immediata tra noi. Ha iniziato a guardarsi intorno nella mia stanza esaminando tutte le foto sulle pareti e ha iniziato a fare domande. Ho avuto la sensazione imme-diata che era qualcosa di speciale, qualcosa di diverso dalla maggior parte delle ragazze e dei modelli che avevo incontrato prima di lei, soprattutto perché era così ansiosa di fare domande su di me e sulle foto che avevo sulle pareti. Voleva sapere molte cose ed era interessata a me! Era assolutamente sincera; non voleva parlare di se stessa, tranne quando le ho fatto le mie domande. Era sincera nel voler sapere chi ero e cosa stavo facendo con la mia vita, e ho cominciato a divertirla con ogni sorta di storie che attraversava la mia mente.“

Per De Dienes è un grande sollievo quando Norma Jeane dice di essere separata dal marito, anche se teneva ancora la fede nuziale al dito. Fare la modella e diventare un’attrice è il suo nuovo obiettivo, piuttosto che i doveri di moglie.

“Proposi il mio progetto: fare le valigie e lasciare la città per fare un viaggio alla ricerca di paesaggi naturale dove fotografarla. Norma Jeane fu subito entusiasta dell’idea. Così pochi giorni dopo lasciamo Los Angeles. In qualsiasi posto che ci fermavamo lungo la strada, dalle fattorie ai negozi merceria, stazioni di servizio o ristoranti, che notavo come Norma Jeane sembrava attirare uomini come api al miele. Mi sentivo molto orgoglioso di essere accanto a lei come fotografo, anche se questo ruolo professionale mi stava un po’ stretto, poiché la desideravo anche in modo diverso. Visto il cattivo tempo proposi di fermarci per la notte in un hotel che offriva solo una camera matrimoniale: a Norma Jeane non piacque questa soluzione e preferì cercare un’altra sistemazione. E così cedendo al suo desiderio ho continuato a guidare, ma la neve ad un certo punto ci costrinse a fermaci lungo la strada.”

Si narra che quella notte ci fu del tenero tra il fotografo e la modella. De Dienes lascia intendere di essersi innamorato di Norma, lei viceversa lo considerò solo un amico, un grande amico che frequentò in altri momenti della vita, diventando una sorta di spalla dove piangere nei momenti di sconforto.

Di quel viaggio abbiamo degli scatti che ritraggono Norma a piedi scalzi sull’asfalto della strada.

Il 26 aprile 1946, all’età di 19 anni e mezzo, una sua foto scattata da De Dienes durante quel viaggio, viene scelta per la copertina di una nota rivista, Family Circle, e il suo volto comincia a fare il giro del mondo, ma è solo un piccolo inizio: non è sufficiente per entrare nel baraccone di Hollywood.

Alcuni mesi più avanti, nel 1946, Andrè de Dienes porta Norma su una spiaggia della California per ottenere scatti come questo che riportiamo.

Possiamo confrontare questo servizio fotografico del 1946 con uno del 1949, quindi tre anni dopo. Notiamo quella che è diventata Marilyn Monroe posare con molta più sicurezza e disinvoltura. Anche il suo aspetto è stato modificato, complice qualche ritocco. Il servizio fotografico del 1949 ci consegna alcune delle più belle immagini di Marilyn giovane donna e piena di speranze e attese.

Più avanti la vita la segnerà diversamente.

Marilyn poserà ancora per De Dienes nel 1953.

Nella sua carriera De Dienes ha avuto come modella anche Anita Ekberg nel 1955.

Merita riportare alcuni scatti

La sua carriera continua sempre nella direzione del nudo.

Ecco alcune opere diventate famose in cui l’identità della modella è in secondo piano.

Per approfondire le opere di De Dienes:

http://www.stevenkasher.com/artists/andre-de-dienes

 

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