“Fotografia Naturalistica – questione di punti di vista” di Simone Mazzoccoli

Salve a tutti gli utenti, sono nuovo di questa comunità e quindi mi presento: mi chiamo Simone, ho 34 anni e sono residente nella provincia di Torino, terra di ampie campagne, zone pre collinari e montagne (la parte occidentale delle Alpi) ma soprattutto una terra ricca di avifauna.

Fin da piccolo sono sempre stato affascinato dal mondo animale e, crescendo, è arrivata anche la passione per la fotografia; il percorso per arrivare al mio stato attuale è stato lungo e tortuoso, c’è sempre da imparare ma in questo momento, da fotoamatore, posso ritenermi soddisfatto.

Per chi guarda le foto sembra tutto molto semplice “basta cliccare sul pulsante di scatto”…ma dietro ogni scatto, dietro ogni soggetto c’è un duro lavoro che dura magari del tempo…occorre studiare le abitudini dell’animale, le location che frequenta, allestire i set fotografici…insomma, chi più ne ha ne metta.

Oggi però, con questo mio primo articolo, voglio focalizzare l’attenzione sui “punti di vista” che sono poi quelli che fanno la differenza tra uno scatto “banale” ed uno “Scatto”.

Fondamentale, è cercare di non disturbare troppo la presenza dell’animale nel suo habitat poiché ci sono specie più socievoli ed altre molto più timide quindi un ottima mimetizzazione permette di avere dei buoni risultati.

La posizione sdraiata è sempre quella preferibile perché permette di stare fermi e comodi ma soprattutto permette di avere dei punti di ripresa assolutamente perfetti specialmente per animali acquatici…qui sotto un paio di situazioni, sdraiato lungo l’alveo di un torrente nella prima ed a bordo di un laghetto nella seconda, che mi hanno permesso di avere distanze di scatto davvero molto molto ridotte e punti di ripresa super

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In questo scatto si può osservare l’allestimento velocissimo di una location in una zona collinare premontata: davanti si possono osservare i vari posatoi mentre sullo sfondo si può notare il mio obbiettivo ed il telo sotto cui mi sono appostato per l’osservazione di passeriformi.

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Qui di sotto il massimo fin’ora raggiunto…completamente immerso con il cavalletto all’interno dell’acqua e l’obiettivo a pelo d’acqua per fotografare gli svassi con prole (specie molto socievole) ed avere il punto di ripresa più a livello possibile

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Questi sono solamente alcuni degli accorgimenti che permettono di fare la differenza tra uno scatto e l’altro.

Per chi fosse interessato alle mie fotografie potete seguirmi a queste coordinate:

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Simone Mazzoccoli

 

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