“Al posto mio” di Silvia Tuccitto

Non mi è rimasto che nulla.

Un foglio bianco davanti a me, poi nulla.

Mi sento la testa così vuota che non so nemmeno come faccio ad avere la forza di rovistare tra le vecchie foto per trovarti.

Forse è questa l’unica cosa che mi resta? Sapevo che non t’avrei perso, che non t’avrei mai perso.

Avevo la certezza di quel “mai” in mezzo a quella stupida frase, di quella promessa che esisteva solamente nella mia testa.

E non nella tua.

Quella tua testa capace di dire solo bugie su bugie, di nascondere o, di omettere, come piace dire tanto a te.

Perché una cosa non detta non è una bugia, vero? E’ solo una cosa non detta, è più lieve, fa meno male, sa meno di accusa.

Quando torni? Le hai contate le mille volte che ti fatto questa domanda? E le hai contate le volte a cui mi ha dato risposta? Io sì.

Mi dicevi “presto”, ricordi? Ti ricordi quanto ci speravo io nelle tue parole, in quel “presto”? Lo sai che ti aspetto ancora, o no? Ma ti ricordi ancora il mio sorriso? Io il tuo non l’ho mai dimenticato, ma spesso dimentico il mio.

E’ per questo che sono andata a rovistare tra i vecchi rullini, per ricordarmene.

Tu me lo facevi ricordare giorno per giorno, ora per ora, ma come facevi? Ora chi fai sorridere al posto mio? Ogni giorno, sai, qui è una sofferenza, perchè non mi hai risposto nemmeno a una lettera nell’ultimo anno e mezzo, nemmeno a una. Non so adesso se sto aspettando più te, ogni volta che squilla il telefono, ogni volta che suona il citofono oppure più una tua risposta cartacea nella buca della posta.

Non so cosa vorrei in questo momento di più. Forse mi basterebbe anche solo una lettera per sentirti vicino o per rassegnarmi e allontanarmi da te per sempre, magari una lettera con su scritto il nome di chi fai sorridere ancora, al posto mio.

Silvia TuccittoAl posto mio di Silvia Tuccitto

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